RIFLESSIONI SULLA RACCOLTA "LA DIFFICILE LUCE" , 2005
di Felice Serino
Nostalgia immemore
Io penso che le nostalgie che trapelano dai tuoi scritti non
sono nostalgie terrene.
Si tratta unicamente di una nostalgia che sfugge alla memoria,
infatti non possiamo avere flash visivi, odori, suoni, gusti,
sensazioni tattili se non in questo mondo. Non c'è un ricordo
che inchioda il tempo, che languisce, che rimpiange e che
rende amaro il quotidiano. Non c'è un ricordo bello e non c'è
un ricordo brutto che infantilizza o rende immaturo il nostro
vivere. Non c'è… non c'è, non c'è. Non ci sono regole nel
mondo assoluto dell'amore da cui proveniamo, non ci sono
schemi, non ci sono segni di riconoscimento, Dio si riconosce
in tutto e in tutti e noi ci riconosciamo in lui. Nei cieli,
per intenderci, non ci sono paletti che delimitano spazi né
orologi che scandiscono tempi, l'eternità è fatta di ben altra
pasta e noi non sappiamo quale. Avvertiamo solo un senso di
appartenenza, un afflato, un desiderio d'infinito di quando
siamo stati intessuti nel seno materno di Dio dalla Sapienza e
dalla Parola che, nell'atto del creare, han separato Creatore
e creatura. E' questo distacco – a me sembra – che porta,
causa in te il pathos nostalgico, immenso, senza paragoni.
E' facile e naturale che un immigrato senta il richiamo delle
sue radici; tutti noi siamo immigrati e mandiamo smisurate
lettere al cielo: preghiere o imprecazioni in attesa
dell'immancabile ritorno.
Proveniamo da una dimensione celeste e quello che ce lo fa
riconoscere è che Dio non ha mai tolto il suo amore da noi.
Siamo concittadini dei Santi e familiari di Dio catapultati su
questo globo di creta per riconquistarci, nella prova, la
Gerusalemme liberata, la Gerusalemme celeste e il volto di
nostro Padre che bramiamo di vedere per poterci rispecchiare
in lui. Già il Paradiso ce l'ha conquistato Gesù ma noi
dobbiamo metterci del nostro e un giorno comprenderemo
pienamente chi siamo. Per ora, nell'estasi, possiamo fare solo
piccoli assaggi dell'Eden, come una goccia d'acqua che
evaporando sale ma che presto ridiscende rientrando nel suo
corpo.
[lettera privata]
Andrea Crostelli
sabato 21 novembre 2009
sabato 7 novembre 2009
da LACERE TRASPARENZE
da LACERE TRASPARENZE, 2009
Cuore trasparente
1.
non la doppiezza non l’apparire:
chi sei veramente è più forte di te
2.
fra cristalli dell’inverno è schiusa la rosa:
l’amore sai impollina la morte
***
Quel senso di...
aspettando sempre qualcosa
qualcuno – affacciato
sull’Indicibile –br>in attesa giungano da un dove
riconoscibili
un nome una voce -
quel senso
di sperimento quando la vita
è una coperta troppo corta
-dove sono “io”?-
quel senso di…
aspettandomi -
aspettando di nascere
***
Libro
mastica piano la morte
il libro del corpo – orecchio
del cuore - : fatuo
risillabare palpiti di soli
fino all’ultimo
rigo-respiro
-congelato di bianca luce
***
Effeta
di Dio il dito
la saliva il fiato
ri-fiorisce vita
in cuore
disabitato
***
Nascosto starò nella rosa
finché non avrà inghiottito
il tempo osceno il suo grido
nascosto starò nella rosa
azzurra della poesia
perché non intacchino
i veleni del mondo
la bellezza del cuore
***
Vita in salita
vedersi su un piano
inclinato esistere -
sperdimento in
lunato albeggiare
su deriva dei sogni
-lama nella mente-
incrinata azzurrità
il vetro del cuore
Felice Serino
Cuore trasparente
1.
non la doppiezza non l’apparire:
chi sei veramente è più forte di te
2.
fra cristalli dell’inverno è schiusa la rosa:
l’amore sai impollina la morte
***
Quel senso di...
aspettando sempre qualcosa
qualcuno – affacciato
sull’Indicibile –br>in attesa giungano da un dove
riconoscibili
un nome una voce -
quel senso
di sperimento quando la vita
è una coperta troppo corta
-dove sono “io”?-
quel senso di…
aspettandomi -
aspettando di nascere
***
Libro
mastica piano la morte
il libro del corpo – orecchio
del cuore - : fatuo
risillabare palpiti di soli
fino all’ultimo
rigo-respiro
-congelato di bianca luce
***
Effeta
di Dio il dito
la saliva il fiato
ri-fiorisce vita
in cuore
disabitato
***
Nascosto starò nella rosa
finché non avrà inghiottito
il tempo osceno il suo grido
nascosto starò nella rosa
azzurra della poesia
perché non intacchino
i veleni del mondo
la bellezza del cuore
***
Vita in salita
vedersi su un piano
inclinato esistere -
sperdimento in
lunato albeggiare
su deriva dei sogni
-lama nella mente-
incrinata azzurrità
il vetro del cuore
Felice Serino
sabato 24 ottobre 2009
da LA BELLEZZA DELL'ESSERE
Da: LA BELLEZZA DELL'ESSERE, 2007-
LA BELLEZZA DELL’ESSERE
la bellezza dell’essere
è di una certa età
dipende
dal modo in cui la percepisci
quando ti commuovi per un nonnulla
scambiando un sogno per una visione
ti senti tornato bambino
lo sguardo perso ad inseguire un volo
non temi l’ ignoto
quando in vita ti sei ben speso
SULLE RIVE DEL MISTERO
ciò che non appare mistero
neppure è bello *
fragile come i sogni
spaesa il cuore
di là del mare
tutta
una vita –
… finché lo spaesare
non si adagia
sulle rive del mistero
* frase presa in prestito dal mio amico
pittore-poeta-critico Andrea Crostelli
MAYA
il di qua dice l’asceta
non è che proiezione
nel prisma azzurro del giorno
sentenzia
che perfezione
è la carne che si fa spirito
non si terrà conto
del corpo che si nutre
che è già della terra
si è dunque
del cielo o anelito
d’infinito ancor prima
del primo respiro?
- certa è la fiamma che dentro
ci arde – sottile -
IN SOGNO RITORNANO
[ispirata nella notte del 25.3.07]
in sogno sovente ritornano
amari i momenti del vissuto
che non vorresti mai fossero stati
per cui accorato in segreto piangi
si affaccia nel tuo sogno bagnato
quel senso di perdizione
incarnato nel figlio
prodigo che fosti
emerge dai fondali
dell’inconscio dove naviga
il sangue e tu
disfartene non puoi
INSOSTANZIALE LA LUCE
insostanziale la Luce
nella carne si oscura
(energia fatta densa)
luce verde della memoria
scuote la morte:
il nocciolo del tempo
nel buio delle vene è universo
presto deperibile
UNA VITA
(a Jung)
perdutamente
dei sangui
l’aprirsi d’echi
su cieli
anteriori
lo spazio
d’un grido
PREVITA
cosa saremo ora non sappiamo
bene ci conosce il Demiurgo già
in mente Dèi eravamo prima
della creazione pur senza saperlo
ingabbiati come siamo in questa vita
puro anelito di spiccare il volo
EVOCATIVO
come in una bolla d’aria
si ha vita
dentro il fiato
di sogni sgretolati
RICORDA
[ispirandomi a David Maria Turoldo]
sei granello di clessidra
grumo di sogni
peccato che cammina
ma sei
a m a t o
immergiti
nella luminosa scia di chi
ti usa misericordia
ritorna a volare:
ti attende la madre al suo nido
ricorda: sei parte
dell’Indicibile - sua
infinita Essenza
nato
per la terra
da uno sputo nella polvere
LACERA TRASPARENZA
insaziata parte
di cielo
vertigine della prima
immagine
e somiglianza
vita
lacera trasparenza
sostanza di luce e silenzio
sapore dell’origine
fuoco e sangue del nascere
ALLA FINE DEI TEMPI
“Per risplendere devi bruciare” – John Giorno
deve il maligno consumare
il suo fuoco - stravolgere
la faccia del mondo
fin quando uscirà di scena
la vita: “la vita può andarsene domani” *
- cerchio breve che si chiude
la consolazione per chi resta?
aspettarsi alla fine dei tempi
un radioso trapasso:“ch’io
non resti confuso…”
* verso di Paolo Bertolani
QUALCUNO MI CONOSCE
somigliano i sogni
a queste nuvole a stracci
mai come ora
ho bisogno d’un gancio
per appendermi al cielo
Felice Serino
LA BELLEZZA DELL’ESSERE
la bellezza dell’essere
è di una certa età
dipende
dal modo in cui la percepisci
quando ti commuovi per un nonnulla
scambiando un sogno per una visione
ti senti tornato bambino
lo sguardo perso ad inseguire un volo
non temi l’ ignoto
quando in vita ti sei ben speso
SULLE RIVE DEL MISTERO
ciò che non appare mistero
neppure è bello *
fragile come i sogni
spaesa il cuore
di là del mare
tutta
una vita –
… finché lo spaesare
non si adagia
sulle rive del mistero
* frase presa in prestito dal mio amico
pittore-poeta-critico Andrea Crostelli
MAYA
il di qua dice l’asceta
non è che proiezione
nel prisma azzurro del giorno
sentenzia
che perfezione
è la carne che si fa spirito
non si terrà conto
del corpo che si nutre
che è già della terra
si è dunque
del cielo o anelito
d’infinito ancor prima
del primo respiro?
- certa è la fiamma che dentro
ci arde – sottile -
IN SOGNO RITORNANO
[ispirata nella notte del 25.3.07]
in sogno sovente ritornano
amari i momenti del vissuto
che non vorresti mai fossero stati
per cui accorato in segreto piangi
si affaccia nel tuo sogno bagnato
quel senso di perdizione
incarnato nel figlio
prodigo che fosti
emerge dai fondali
dell’inconscio dove naviga
il sangue e tu
disfartene non puoi
INSOSTANZIALE LA LUCE
insostanziale la Luce
nella carne si oscura
(energia fatta densa)
luce verde della memoria
scuote la morte:
il nocciolo del tempo
nel buio delle vene è universo
presto deperibile
UNA VITA
(a Jung)
perdutamente
dei sangui
l’aprirsi d’echi
su cieli
anteriori
lo spazio
d’un grido
PREVITA
cosa saremo ora non sappiamo
bene ci conosce il Demiurgo già
in mente Dèi eravamo prima
della creazione pur senza saperlo
ingabbiati come siamo in questa vita
puro anelito di spiccare il volo
EVOCATIVO
come in una bolla d’aria
si ha vita
dentro il fiato
di sogni sgretolati
RICORDA
[ispirandomi a David Maria Turoldo]
sei granello di clessidra
grumo di sogni
peccato che cammina
ma sei
a m a t o
immergiti
nella luminosa scia di chi
ti usa misericordia
ritorna a volare:
ti attende la madre al suo nido
ricorda: sei parte
dell’Indicibile - sua
infinita Essenza
nato
per la terra
da uno sputo nella polvere
LACERA TRASPARENZA
insaziata parte
di cielo
vertigine della prima
immagine
e somiglianza
vita
lacera trasparenza
sostanza di luce e silenzio
sapore dell’origine
fuoco e sangue del nascere
ALLA FINE DEI TEMPI
“Per risplendere devi bruciare” – John Giorno
deve il maligno consumare
il suo fuoco - stravolgere
la faccia del mondo
fin quando uscirà di scena
la vita: “la vita può andarsene domani” *
- cerchio breve che si chiude
la consolazione per chi resta?
aspettarsi alla fine dei tempi
un radioso trapasso:“ch’io
non resti confuso…”
* verso di Paolo Bertolani
QUALCUNO MI CONOSCE
somigliano i sogni
a queste nuvole a stracci
mai come ora
ho bisogno d’un gancio
per appendermi al cielo
Felice Serino
sabato 10 ottobre 2009
da IN UNA GOCCIA DI LUCE (2)
Da: -IN UNA GOCCIA DI LUCE, 2008-
TURBINE VORTICA
turbine vortica intorno al chi sono
non altro sapere che la tua
inconsistenza
- ma a un tempo
di contenere un mondo -
IN LIVIDA LUCE DI CREPUSCOLO
sulle braccia
della Croce
ci amasti da morire
in livida luce
di crepuscolo
per compassione Tu
ti spezzasti *
... e
fioristi
amen
* verso di Ungaretti
L'INVITO
Il poeta: un vuoto
G. Seferis
e tu di nuovo ostaggio della notte
l'invito
l'abbraccio del vuoto
parola neo-nata
la chiami nel buio
l'innervi in parole
la plasmi a scalpelli di luce
UNGARETTIANA
su un refolo di vento
adagio
la vita
trasognata
A CARLO ACUTIS
Morto a 15 anni di leucemia l'11.10.06
(del quale è stato avviato l'iter per l'apertura
della Causa di Beatificazione)
ti so dolce presenza
-tu che visitavi i giardini
del cielo-
ti so dentro di me come
un amico o un figlio
l'altra notte in sogno
nell'apparirmi mi dicevi
sono uscito dalla vita vivo più che mai
-qui è il prima da dove siamo
venuti
si sta di un bene è un'infinita
fonte di stupore
noi voluti dal Cielo siamo stelle
per corona alla Madre Celeste
STEP
pensieri distesi nel mezzodì
incendiato -
sul letto una lama
di luce obliqua e nella
mente in sopore
insieme a un pezzo
di mare
il perdurare la tua immagine
di poco fa il moto
dondolante
del corpo - fatto d'aria -
QUESTO PANE
perché lo permette ti chiedi
permette tutto questo
ti senti dire: è una prova che ti dà
"dal male trae un bene" anche se
non puoi capirlo - allora
giustificato dal Suo sangue
spezza insieme agli altri questo pane
bagnalo di tutte le lacrime
del mondo
non una briciola si sprechi di questo
dolore
DELL'INDICIBILE ESSENZA
dell'indicibile essenza -l'altra
faccia del giorno-
noi sostanza e pienezza
solleva l'angelo un lembo
di cielo: in questa vastità soli
non siamo: miriadi
di mondi-entità ognuno
in una goccia
di luce
DA UN'ONDA DI SOSPIRI
da un'onda di sospiri
risalire in sogno
la morte
fiorita dal grido
di albe di cenere e
fermenti di voli
nel turbinio del vento
WELBY
nel giorno acceso
in trattenuta vertigine avvolto
nel mantello del vento
sporgersi da una rupe di passione
in un amen il ripercorrersi
di stagioni di là del mare
cogliere il fiore-essenza del tempo
sognare d'essere quasi
una finzione
- la morte un paradosso
NEGLI OCCHI FORTI DELLA LUCE
[ispirata all'alba del 19.10.2008,
a 11 giorni dal mio 67° genetliaco]
negli occhi forti della luce
vive il paese innocente
-dove approdare l'anima
esausta
di vita dispersa-
(una
gomena di avemarie
porge l'angelo a riva)
VASTITA' DI TE SOLO
[su un verso di Ungaretti]
vastità di te solo
penetrata nei sensi:
nella tua fragilità
lo stupore
di sentirti un mondo
una “fibra dell’universo”
Felice Serino
TURBINE VORTICA
turbine vortica intorno al chi sono
non altro sapere che la tua
inconsistenza
- ma a un tempo
di contenere un mondo -
IN LIVIDA LUCE DI CREPUSCOLO
sulle braccia
della Croce
ci amasti da morire
in livida luce
di crepuscolo
per compassione Tu
ti spezzasti *
... e
fioristi
amen
* verso di Ungaretti
L'INVITO
Il poeta: un vuoto
G. Seferis
e tu di nuovo ostaggio della notte
l'invito
l'abbraccio del vuoto
parola neo-nata
la chiami nel buio
l'innervi in parole
la plasmi a scalpelli di luce
UNGARETTIANA
su un refolo di vento
adagio
la vita
trasognata
A CARLO ACUTIS
Morto a 15 anni di leucemia l'11.10.06
(del quale è stato avviato l'iter per l'apertura
della Causa di Beatificazione)
ti so dolce presenza
-tu che visitavi i giardini
del cielo-
ti so dentro di me come
un amico o un figlio
l'altra notte in sogno
nell'apparirmi mi dicevi
sono uscito dalla vita vivo più che mai
-qui è il prima da dove siamo
venuti
si sta di un bene è un'infinita
fonte di stupore
noi voluti dal Cielo siamo stelle
per corona alla Madre Celeste
STEP
pensieri distesi nel mezzodì
incendiato -
sul letto una lama
di luce obliqua e nella
mente in sopore
insieme a un pezzo
di mare
il perdurare la tua immagine
di poco fa il moto
dondolante
del corpo - fatto d'aria -
QUESTO PANE
perché lo permette ti chiedi
permette tutto questo
ti senti dire: è una prova che ti dà
"dal male trae un bene" anche se
non puoi capirlo - allora
giustificato dal Suo sangue
spezza insieme agli altri questo pane
bagnalo di tutte le lacrime
del mondo
non una briciola si sprechi di questo
dolore
DELL'INDICIBILE ESSENZA
dell'indicibile essenza -l'altra
faccia del giorno-
noi sostanza e pienezza
solleva l'angelo un lembo
di cielo: in questa vastità soli
non siamo: miriadi
di mondi-entità ognuno
in una goccia
di luce
DA UN'ONDA DI SOSPIRI
da un'onda di sospiri
risalire in sogno
la morte
fiorita dal grido
di albe di cenere e
fermenti di voli
nel turbinio del vento
WELBY
nel giorno acceso
in trattenuta vertigine avvolto
nel mantello del vento
sporgersi da una rupe di passione
in un amen il ripercorrersi
di stagioni di là del mare
cogliere il fiore-essenza del tempo
sognare d'essere quasi
una finzione
- la morte un paradosso
NEGLI OCCHI FORTI DELLA LUCE
[ispirata all'alba del 19.10.2008,
a 11 giorni dal mio 67° genetliaco]
negli occhi forti della luce
vive il paese innocente
-dove approdare l'anima
esausta
di vita dispersa-
(una
gomena di avemarie
porge l'angelo a riva)
VASTITA' DI TE SOLO
[su un verso di Ungaretti]
vastità di te solo
penetrata nei sensi:
nella tua fragilità
lo stupore
di sentirti un mondo
una “fibra dell’universo”
Felice Serino
sabato 26 settembre 2009
da IN UNA GOCCIA DI LUCE
Da: -IN UNA GOCCIA DI LUCE, 2008-
IMMERSI NELL'ASSOLUTO
come in una bolla d'aria o goccia
di luce
si ha vita
nel fiato del Sogno infinito
SPIOVE LUCE
spiove luce
di stelle gonfie di vento
col tuo peso
greve di limiti
ti pare quasi vita sognata
il vissuto già divenuto memoria
siamo frecce
scagliate nel futuro
o il tempo che ci è dato è maya
e si è immersi in un eterno presente?
AVVOLTI NELLA LUCE
[ispirato dalle parole in apertura,
che mi hanno tormentato per giorni]
se nascere nella morte
è questa vita
breve sarà il vagare
nella tenebra della conoscenza
per noi apprendisti dell'Indicibile
avvolti
nella luce della Parola
legati da una promessa di sangue
a Chi ci tende nei secoli
le braccia aperte in forma di croce
SIC TRANSIT...
confidare
nelle cose che passano
è appendere la vita
a un chiodo che non regge
è diminuirsi la vera ricchezza -
arrivare all'essenza -
lo scheletro la trasparenza
DISTACCO
giungere dove ogni linea s'annulla
un brivido bianco... e sei altro
fiume che perde nel mare il suo nome *
* da un verso di Billy Collins
IN UNA GOCCIA DI LUCE
s'arresterà questo giro del mio sangue
lo sguardo trasparente riflesso
in un'acqua di luna
sarò pietra atomo stella
mi volgerò indietro sorridendo
delle ansie che scavano la polpa dei giorni
delle gioie a mimare maree
nullificate di fronte all'Immenso
allora non sarò più
quell'Io vestito di materia
navigherò il periplo dei mondi
corpo solo d'amore
in una goccia di luce
LIBRO SACRO
leggerne una pagina al giorno
perché la fede non sia acqua
Colui che te la dona
fallo uscire dal libro sacro
le righe nere diventino il tuo sangue
fa' che sia pane
non polvere nel vento la Parola
SCAVANDO NEL PROFONDO
a Giuseppe Soffiantini
rimuovere i macigni
di odio e vendetta
che tengono in ostaggio per la vita
: il perdono
un atto creativo un rifiorire
dentro: questo
lèggere si deve
nel tuo animo regale
tu che umanizzasti il tuo carnefice
tu che sai il dolore
della luce - sentinella dell'aurora
NEL SEGRETO DEL CUORE
tenere in serbo scomparti
colore del vento che oblìa
memorie: rossi
come il sangue della passione
verdi come le prime primavere
azzurri come il manto di madonne
custodirvi gocce di poesia
cavalli di nuvole ed arco
baleni -
le coordinate dei sogni - e
l'insaziato stupirsi della vita
da respirare su mari aperti
- che tenga lontano la morte
L'ESISTERE SPECCHIATO
con lo stillicidio
del tempo a subire
questa piaga dalle nove porte *
ma a te presente un altro
te - il Sé celeste - l'esistere
specchiato: vita che si guarda
vivere -
un mondo in un altro
*il corpo secondo la Bhagavadgita
BARLUME
qui non altro
che un barlume di vero
dove cielo decaduto
è il cuore in tumulto
che spera anela a una riva
di pace
per acquietarsi
RI-CREARE LA BELLEZZA
A Lolek (Karol Wojtyla)
la pietra scartata è la prima
della Bellezza - che trasuda
il sangue della luce
- posata sulla stoltezza
del mondo
PENTECOSTE
aleggiare dello Spirito sulla
creazione
l'Avvento: respiro
dell'Altissimo
(virgola-di-fuoco) in
fragilissimo cuore
- un angolo
di cielo
Felice Serino
IMMERSI NELL'ASSOLUTO
come in una bolla d'aria o goccia
di luce
si ha vita
nel fiato del Sogno infinito
SPIOVE LUCE
spiove luce
di stelle gonfie di vento
col tuo peso
greve di limiti
ti pare quasi vita sognata
il vissuto già divenuto memoria
siamo frecce
scagliate nel futuro
o il tempo che ci è dato è maya
e si è immersi in un eterno presente?
AVVOLTI NELLA LUCE
[ispirato dalle parole in apertura,
che mi hanno tormentato per giorni]
se nascere nella morte
è questa vita
breve sarà il vagare
nella tenebra della conoscenza
per noi apprendisti dell'Indicibile
avvolti
nella luce della Parola
legati da una promessa di sangue
a Chi ci tende nei secoli
le braccia aperte in forma di croce
SIC TRANSIT...
confidare
nelle cose che passano
è appendere la vita
a un chiodo che non regge
è diminuirsi la vera ricchezza -
arrivare all'essenza -
lo scheletro la trasparenza
DISTACCO
giungere dove ogni linea s'annulla
un brivido bianco... e sei altro
fiume che perde nel mare il suo nome *
* da un verso di Billy Collins
IN UNA GOCCIA DI LUCE
s'arresterà questo giro del mio sangue
lo sguardo trasparente riflesso
in un'acqua di luna
sarò pietra atomo stella
mi volgerò indietro sorridendo
delle ansie che scavano la polpa dei giorni
delle gioie a mimare maree
nullificate di fronte all'Immenso
allora non sarò più
quell'Io vestito di materia
navigherò il periplo dei mondi
corpo solo d'amore
in una goccia di luce
LIBRO SACRO
leggerne una pagina al giorno
perché la fede non sia acqua
Colui che te la dona
fallo uscire dal libro sacro
le righe nere diventino il tuo sangue
fa' che sia pane
non polvere nel vento la Parola
SCAVANDO NEL PROFONDO
a Giuseppe Soffiantini
rimuovere i macigni
di odio e vendetta
che tengono in ostaggio per la vita
: il perdono
un atto creativo un rifiorire
dentro: questo
lèggere si deve
nel tuo animo regale
tu che umanizzasti il tuo carnefice
tu che sai il dolore
della luce - sentinella dell'aurora
NEL SEGRETO DEL CUORE
tenere in serbo scomparti
colore del vento che oblìa
memorie: rossi
come il sangue della passione
verdi come le prime primavere
azzurri come il manto di madonne
custodirvi gocce di poesia
cavalli di nuvole ed arco
baleni -
le coordinate dei sogni - e
l'insaziato stupirsi della vita
da respirare su mari aperti
- che tenga lontano la morte
L'ESISTERE SPECCHIATO
con lo stillicidio
del tempo a subire
questa piaga dalle nove porte *
ma a te presente un altro
te - il Sé celeste - l'esistere
specchiato: vita che si guarda
vivere -
un mondo in un altro
*il corpo secondo la Bhagavadgita
BARLUME
qui non altro
che un barlume di vero
dove cielo decaduto
è il cuore in tumulto
che spera anela a una riva
di pace
per acquietarsi
RI-CREARE LA BELLEZZA
A Lolek (Karol Wojtyla)
la pietra scartata è la prima
della Bellezza - che trasuda
il sangue della luce
- posata sulla stoltezza
del mondo
PENTECOSTE
aleggiare dello Spirito sulla
creazione
l'Avvento: respiro
dell'Altissimo
(virgola-di-fuoco) in
fragilissimo cuore
- un angolo
di cielo
Felice Serino
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